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Queste particolari e storiche imbarcazioni americane originarie del Maine, una volta entrate nel gusto estetico del mondo dei diportisti, da piccoli pescherecci basici ed essenziali per la pesca di aragoste e gamberi si sono evolute ad oggetti di tendenza, veri style symbol (o trend setter?) in contrapposizione alle troppo ricorrenti, omologate e spesso noiose linee delle imbarcazioni di serie, sia fly che open, sovente difficilmente distinguibili una all'altra.
I Lobster sono imbarcazioni da crociera, sufficientemente veloci, ma senza esagerare, comode sia in porto che in navigazione, lussuose ma con moderazione, in molti casi sono un effettivo segno di eleganza e di classe. Un Lobster si nota subito, anche senza effetti speciali, con la sua grazia un pò retrò e la sua semplicità.
Nella storia recente, in Italia poi queste linee hanno trovato terreno fertilissimo, sia nella produzione di serie che custom, riscoprendo assonanze filosofiche con la produzione degli Anni Settanta delle bellissime pilotine Motomar, delle pilotine Portofino di Giangallino, Golfo Marconi e di qualche modello di Carmosini.
Esperienze poi evolutesi negli Anni Ottanta per loro conto, ma parallelamente e nella stessa direzione, con capolavori di Mostes, Costaguta, De Cesari e Sangermani.
Un grande precursore di questa fusione è stato il progettista Franco Anselmi Boretti, con una lunga serie di progetti che uno dopo l'altro definivano sempre più lo stile del Lobster all'italiana. Come il "Nuovo Pensiero" ed il "Secondo Pensiero" di Gianni Lancia ed il Morgana di Leopoldo Rodriquez (che rivisitato da Tom Fexas ha poi dato vita alla serie dei Morgan).
Oggi il Mochi del Gruppo Ferretti ha esteso il concetto di aragostiera ad una serie di modelli che costituiscono l'aristocrazia della tendenza, fino ad una dimensione da vero grande yacht.
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